25 anni di sovracostruzioni su impianti. Uno sviluppo sinergico


L’antefatto inizia, secondo la mia formazione parodontologico-protesica, con l’affermazione che l’obiettivo più alto del restauro odontoiatrico deve trovarsi nella protesi fissa e che dopo le cognizioni di parodontologia e protesica provenienti dal Michigan e da Göteborg alla fine degli anni Settanta e agli inizi degli anni Ottanta, questa rappresenta lo standard aureo per il comfort della masticazione e la qualità di vita dei nostri pazienti. Nello stesso tempo le comuni esperienze positive degli anni ’80 con estese soluzioni perio-protesiche fisse si sono trasformate per noi all’inizio degli anni ’90 nel precursore dell’implantologia, che in quel momento, con i primi risultati a lungo termine garantiti, dava sia al dentista sia all’odontotecnico i fondamenti per il suo uso sui pazienti. È dunque l’orientamento rigorosamente parodontologico della terapia e della costruzione della protesi, che ci ha regalato il successo negli anni e nei decenni, che noi presenteremo, sia per quanto riguarda la pianificazione sia per quanto concerne l’esecuzione clinica e tecnica, anche con i rispettivi problemi e sempre includendo una spiegazione sistematica e la motivazione del paziente alternativamente da parte dell’odontoiatra e dell’odontotecnico.

Si va dal semplice ampliamento del numero dei pilastri e dalle protesi in casi di edentulia all’inizio degli anni ’90 fino all’assistenza assoluta nei casi di pazienti paurosi con una dentatura in via di fallimento, vale a dire una protesi all-on-4 costruita in un solo giorno a partire dal 2010. Viene inoltre affrontato il discorso dell’unione degli impianti alla sovracostruzione, dal semplice avvitamento delle travate fino a soluzioni in ceramica integrale cementate e non cementate, anche dal punto di vista tecnico e dei materiali. Ciò includerà anche le nostre esperienze con i materiali più recenti. Verranno presentate opzioni con protesi ibride con l’impiego dei “principi della base stabile” nota anche come cosiddetta “protesica di salvataggio” di ricostruzioni impianto-supportate, una volta fisse.

La conclusione richiama l’attenzione sull’importanza dell’approccio di squadra di odontotecnico e odontoiatra per il successo a lungo termine delle sovracostruzioni, senza escludere un’analisi di possibili insuccessi.


  Edizione 2017
  21/10/2017
  12:30 - 13:30

Relatori


Salenbauch Norbert
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Salenbauch Norbert
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